97° capitolo

Mi stavi già baciando con tutta la dolcezza possibile. Anche la penetrazione è stata dolce. Ci guardammo. Il tuo sguardo era fisso su di me, le mani sul mio corpo, tu dentro di me, il respiro all’unisono e le nostre menti connesse. I flussi andavano e venivano in modi differenti. Ci stavamo unendo. Come la prima volta che abbiamo fatto l’amore in quell’appartamento, ci sentimmo avvolti in una soffice nuvola, ma adesso, ogni volta che entravi ed uscivi dal mio ventre, era come se lasciassi andare il passato perché non tornasse mai più. Da quella piccola finestra stavano andando in frantumi gli ultimi pezzi di una vita che non ti apparteneva più. I tuoi baci erano di una dolcezza incredibile. Morbidi, delicati, unici. Non ti volevo fermare. Volevamo continuare a stare in quell’estasi per sempre. Ci baciammo a lungo. Molto a lungo. Eri ancora dentro di me e ti muovevi dolcemente. Poi i nostri primordiali istinti hanno preso il sopravvento e il bisogno di esplodere è stato incontenibile. Sentivamo le contrazioni, ma nessuno voleva dividersi Ci rilassammo così. Ti sei sdraiato dolcemente su di me. Ci addormentammo così.

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