80° capitolo

Ci siamo guardati come se in questo mondo esistessimo solo noi. E in qualche modo era così. Eravamo solo noi. Lentamente abbiamo realizzato tutto quello che era successo dopo quella notte al bar. Da quando mi hai dato una mano ad rialzarmi, avevamo generato una sorta di un nuovo mondo. Noi ne eravamo il nucleo e le pietre erano i nostri piccoli satelliti. Ogni volta che facevamo l’amore o provavamo nuove sensazioni, questo mondo si espandeva e noi ci eravamo dentro, avvolti da nuove emozioni. Ci fissammo e non dicemmo niente, ma ciò che volevamo dire, lo capimmo attraverso gli occhi. Ho accarezzato il tuo viso. Quello che ho visto nei tuoi occhi, era ancora incredulità. “Non ci posso ancora credere, neanche io” ti ho detto poi ho continuato: “Ma succede” Mi hai preso la mano e l’hai messa sul petto. Il tuo cuore batteva forte e i tuoi occhi cercavano spiegazioni. Spiegazione che non c’erano. Quello che stavamo provando era l’amplificazione stessa di queste sensazioni dentro di noi, che cresceva sempre di più. Stavamo creando un nuovo mondo, fatto delle nostre emozione, alcune mai provate prima.

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