8° capitolo

Guardandomi, ti sei seduto più vicino a me. Stavo arrossendo più del solito, tenendo quel bicchiere in mano. Stavo tentando di rilassarmi, stavo guardando ogni piccola cosa in quel grande open space, mentre tra di noi c’era ancora un po’ di imbarazzo. I nostri sorrisi erano nervosi. Ma più quei sorrisi erano nervosi, più ci sentivamo rilassati. Tu continuavi a guardarmi e sorridevi.
Non mi sentivo più le labbra. Le stavo torturando mordendole.

I tuoi occhi erano più belli, ora che li potevo vedere più da vicino.
E quella atmosfera che si stava creando, era quasi surreale.
Alla fine, tutto questo venne spezzato da te che mi hai preso il bicchiere dalle mani e lo hai posato sul tavolino di fronte al divano e hai indicato il mio diario che era là.
Io ti stavo guardando, con milioni di domande nella testa, ma senza riuscire a pronunciarne neanche una.
“Mi è piaciuto quello che hai scritto”, hai detto, quasi sussurrando. Poi hai continuato
“La persona della tua poesia….  devi amarla tanto”.
Stavo morendo. Mi rendevo conto che stavo diventando tutta rossa. Ho abbassato lo sguardo. Mi volevo nascondere, ma ormai ero là. E tu mi stavi guardando.
Sei venuto più vicino. I nostri ginocchi si sono toccati. Ho sobbalzato per quel tocco. Hai dolcemente sorriso come facevi nel bar. Mentre mi stavi sorridendo, ho riconosciuto quello sguardo gentile, e tutto l’imbarazzo sparì.
“Si… quella persona per me è speciale” ho risposto con un sussurro.
C’era una luce soffusa e lucine che si spegnevano e si accendevano, intorno a noi.
Hai continuato a fissarmi. Finalmente, mi sono sentita a mio agio e i nostri sorrisi non erano più nervosi.
A volte il tuo sguardo era così immenso che potevo sentire il cuore esplodere dentro di me.
In alcuni momenti di silenzio, mi hai stretto le mani e io non le ho retratte.
Ero con il ragazzo che amavo. E forse, non sapevi che eri tu.
Rimanemmo a lungo senza dire nulla, fissammo solo il mio diario davanti a noi.
All’improvviso mi hai chiesto se potevi aprirlo per leggere qualcosa. Me lo hai passato, dicendomi “Scegli tu per me”. Io con gli occhi spalancati, non sapevo quale poesia lasciarti leggere.
Mentre stavo scegliendo, hai preso il diario dolcemente dalle mie mani e per un secondo ci siamo guardati. Poi delicatamente, mi hai preso il viso fra le mani e subito dopo mi hai baciato. Senza alcuna resistenza ti ho lasciato fare.

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