79° capitolo

Come se non volessimo staccare, hai continuato a guardarmi silenziosamente. Ti sei avvicinato, hai cominciato a baciarmi di nuovo, come se ne avessi un bisogno irrefrenabile. Mi stavi baciando. Solo baciando, niente di più niente di meno. Eravamo ancora in una bolla di grandi sensazioni. L’orgasmo che avevamo appena avuto stava lentamente svanendo. Sentivamo ancora le contrazioni dentro di noi e tu non volevi fermare questa grande sensazione che stavamo provando, ma eravamo esausti e l’unica cosa che potevi fare, per coronare questo dolce momento, era continuare a baciarmi teneramente, dolcemente, appassionatamente. Come te, anche io avevo bisogno di provare le stesse emozioni e come se anche io ne avessi bisogno, volevo essere avvolta dai nostri sentimenti e sapere che il nostro mondo parallelo non era scomparso. Entrambi, avevamo bisogno di saperlo. Dovevamo sapere che la magia che avevamo creato, nella quale stavamo vivendo, era ancora intorno a noi e inconsciamente e solo facendo l’amore, lo avremmo saputo. Sapevamo che Gebo era una pietra potente e solo unendoci, facendo l’amore lo avremmo saputo. Il grande sentimento che abbiamo provato al nostro primo incontro, al bar, non stava svanendo. Al contrario, più il tempo passava, più eravamo uniti in tutti i sensi, facendo l’amore o no, più affrontavamo le nuove esperienze di vita, più il nostro mondo parallelo sarebbe stato più grande e più ci sentivamo parte di esso, come se fossimo noi il suo centro.

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