77° capitolo

Arrivati al bar, la gente dentro ha cominciato a fissarci, quando abbiamo raggiunto il mio tavolo. Mentre attraversavamo il locale la moltitudine delle voci si è amplificata. Gli occhi erano su di noi e gli unici commenti che potevamo sentire erano sussurri del tipo: “Sono… il ragazzo che ha aiutato la ragazza quando è caduta… ma … stanno insieme?” Lentamente e finalmente ci siamo seduti e dolcemente mi hai preso la mano, mentre poco a poco gli sguardi su di noi svanivano. Con la mano nella tua, mi hai lanciato uno sguardo e in un sussurro mi hai chiesto: “Va tutto bene?” Il mio cuore stava battendo forte. MI sono sentita ancora osservata e ancora potevo sentire i commenti della gente, anche se la musica era alta. Mi sembrava di essere un leone in gabbia e tu potevi sentire il mio disagio. Io percepivo tutti i pensieri cattivi della gente e sapevo che li potevi sentire anche tu. Abbiamo resistito al massimo 20 minuti, poi siamo scappati via, sempre con gli occhi della gente puntati su di noi. Le nostre emozioni stavano per esplodere. Ci sentivamo feriti. Chiudendo la porta di casa, la tua casa, alle nostre spalle, ci siamo guardati negli occhi e lentamente siamo saliti in camera da letto. Non ci siamo detti nulla. Ci siamo sdraiati sul letto e mi hai abbracciato. Lentamente ho cominciato a giocare con la tua camicia nera ed ho poggiato dolcemente le labbra sul tuo petto.

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