5° capitolo

Per un momento, dopo che hai posato il foglio nel diario, i nostri occhi non si sono staccati l’uno dall’altro.Il rumore del bar è diventato sempre più ovattato e la musica, lentamente si è spenta. Ma era solo la nostra immaginazione, uno stato mentale.
La musica era alta. Noi eravamo entrati in uno stato alterato, come fossimo ubriachi. Si, avevamo ordinato  delle birre, ma non avevamo bevuto
Eravamo al tavolo, ma era come se fossimo in un’altro posto.
Tenevi ancora la mia mano nella tua. Ed eravamo ancora senza parole, come in un incantesimo e forse lo eravamo davvero.
All’improvviso mi hai chiesto se volessi lasciare quel rumoroso bar e cercare un posto più tranquillo.
“Vorrei stare con te in un posto più calmo di questo”, hai detto.
Avrei dovuto lasciare il mio posto sicuro. Non sapevo cosa dirti.
“Conosco un posto migliore”
Ti stavi già alzando e avevi allungato la tua mano verso la mia. Mi avresti aiutato un’altra volta ad attraversare il bar.
Senza rendertene conto, avevi preso il mio diario, nell’altra mano avevi la mia e lentamente abbiamo attraversato la grande stanza con tutti gli occhi puntati su di noi. Il mio cuore batteva forte, mentre tenevi la mia mano abbiamo lasciato il bar, i sussurri dell’altra gente risuonavano nella stanza.

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