46° capitolo

Tutto quello che potevo fare, era rimanere ancora stupita per quello che avevo ascoltato. Avevi aperto il tuo cuore, i tuoi sentimenti più profondi. Eri di fronte a me. Quello che provavamo l’uno per l’altra, ormai, era tangibile nell’aria e nonostante non parlassimo, ci siamo detti tutto con gli sguardi. Il foglio su cui avevi scritto quelle poche righe ti cadde dalle mani. Ci volevamo risvegliare da quell’atmosfera, ma sembrava che fossimo catturati dalla quantità di sensazioni che stavamo provando. Eri ancora davanti a me, seduto sul tavolino. Lentamente hai preso le mie mani. Stavi per parlare. Ti stavo guardando. La tua mano era dolce, la tua pelle così morbida. “Dall’altra notte sto vivendo come in un sogno” hai detto in un sussurro. “E non mi voglio svegliare.” Stavi guardando nel vuoto, poi ti sei seduto vicino a me, abbracciandomi stretta. Nel frattempo, milioni di grandissime sensazioni fluttuarono attorno a noi. E noi ci eravamo in mezzo.

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