44° capitolo

Come se i tuoi occhi volessero catturare ogni sfumatura del mio sguardo, lentamente ti sei seduto sul tavolino di fronte. Col foglio in mano, mi hai guardato profondamente. I nostri respiri erano all’unisono e acceleravano sempre più. Sembrava che quel momento non avesse mai fine e i nostri sentimenti crescevano e noi li sentivamo intorno a noi. Ci guardavamo. Hai voluto tenermi la mano, senza rendermene conto te l’ho lasciato fare. Eravamo ipnotizzati l’uno dall’altra. Hai cominciato a leggere, ma come se avessi imparato a memoria le parole, senza levarmi lo sguardo di dosso, hai recitato quello che c’era scritto sul foglio.
“Come due stelle nell’oscurità, Tu mi hai dato qualcosa che io stavo per dimenticare.
Tu sei sempre il quel angolo. A chi pensi, quando ti vedo scrivere?
Quando i nostri sguardi si sono incontrati, mi sono sentito rinascere.”
Ho chiuso gli occhi quando hai cominciato. Ho sentito le tue mani stringere forte le mie. Il mio cuore si è fermato per tutto il tempo che hai recitato la poesia che avevi scritto pensando a me.
Quando hai posato il foglio sul tavolo, ci siamo guardati, sapendo ormai cosa eravamo l’uno per l’altra.

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