43° capitolo

Stavo per leggere cosa era scritto su quel foglio. Era un manoscritto. Senza chiedere, sapevo che era tuo. Ti stavo guardando, una rapida occhiata. Giravi ancora nervosamente per la stanza. Io, ancora non avevo detto nulla, alla fine ti sei seduto sull’altra poltrona, lasciando tutto per me il divano. Ma ti volevo accanto a me. Alla fine hai deciso di sederti vicino a me: “Posso…?”, hai detto sfiorando delicatamente la mano che teneva il foglio. Con la tua voce profonda, hai avuto il coraggio di parlare, lasciando il foglio da parte per un momento. Avevi uno sguardo come perso nel vuoto e hai cominciato: “Da quando ci siamo incontrati in quel bar… quando sono tornato a casa, ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa. Ho cominciato a scrivere molto. Tutto in questi fogli…”. Ti sei fermato. Era come se quello che stava per accadere, fosse quello che avevo sempre aspettato? Avevi ancora quel foglio in mano, e come senza rendertene conto, hai cominciato a leggere quello che avevi scritto.

⇐ 42° capitolo

44° capitolo ⇒

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.