39° capitolo

Mentre ci siamo fatti quelle piccole promesse, come un flashback, ho ricordato il primissimo sguardo che mi hai lanciato. Eri con i tuoi amici al bancone del bar. Eri di buon umore. Ti ho visto e qualcosa in me è scattato. Ti fissavo. Ero quasi imbarazzata per la mia insistenza. Quando hai sorriso per qualche battuta, per la prima volta, ho sentito la tua voce. Per qualche ragione, mentre hai sorriso hai girato la faccia verso il mio angolo e là, mi hai notato. Al primo impatto non mi hai sorriso e subito dopo ti sei rigirato verso i tuoi amici, ma lentamente dopo un po’ ti sei voltato di nuovo. Ci siamo guardati, timidamente abbiamo sorriso. I tuoi amici stavano facendo un bel baccano, e li seguivi a ruota. Ma di tanto in tanto ti giravi verso di me e ci guardavamo soltanto. Quando tornavi dai tuoi amici, alcuni di loro ti davano pacche sulle spalle, come per risvegliarti da qualcosa. Sentivo le risa. Ero imbarazzata. Quella sera, sempre meno, ti sei girato verso di me. I nostri sguardi si incontrarono ancora diverse volte. Hai fatto in modo di non farti notare dai tuoi amici. E quando hai finito la tua birra e stavi per andare via con loro, ti sei alzato in modo che io potessi vederti e con un gentile ma impercettibile cenno della testa, mi hai salutato, sorridendomi.

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