353° capitolo

vanguard11_forteDopo quel momento di pura estasi, mi hai timidamente sorriso e in un sussurro mi hai detto “Non muoverti” e mi hai accarezzato il viso. Sei sceso e ti ho sentito in cucina. Senza dire niente stavi preparando qualcosa da mangiare. Mi sistemai sullo schienale del letto, guardandomi intorno. Nell’aria c’era ancora quell’aura magica che potevamo avvertire entrambi nonostante tu fossi al piano di sotto e io in camera da letto. Senza rendercene conto ci siamo fermati e abbiamo ripreso a respirare contemporaneamente. Ci siamo detti “Quanto ti amo” nelle nostre menti mentre i nostri cuori stavano impazzendo. Ho pensato alla mappa della città blu. Ho sospirato “Puoi portarla qui”. Stavo per dirlo ad alta voce, ma ormai stavi salendo e l’avevi già presa. Quando hai varcato la porta con il vassoio tra le mani, mi hai guardato e ti sei avvicinato al letto, mi hai sorriso e hai detto “Ti ho sentita …” Ho guardato il vassoio con tutte quelle cose buone e tu hai potuto solo sospirare. Avevi ancora la maglietta slacciata. Mi sono morsa le labbra per un secondo. Per l’ennesima volta abbiamo fatto colazione la sera con le tue specialità. Panini, questa volta c’erano anche quelli dolci. Dovevamo mangiare e avevamo bisogno di calorie, anche se per me bastava guardarti e credo fosse lo stesso anche per te. Mentre mangiavamo, abbiamo dovuto dare un’occhiata alla cartellina di pelle appoggiata sul letto. Finito di mangiare, senza lasciare nemmeno una briciola, abbiamo deciso di riaprire la cartellina e di dare di nuovo uno sguardo a Blue City. Quando siamo tornati in appartamento, abbiamo dato una rapida occhiata alla mappa. Forse solo in quel momento ci siamo realmente resi conto di quanto fosse complicata. C’erano strade, parchi, ponti, palazzi, piazze e i vicoli si nascondevano bene tra viuzze. Le due volte che abbiamo visto il salto tra i due mondi, abbiamo visto solo una parte minima della città, che al contrario era immensa. Ci siamo guardati un attimo, ma subito dopo hai appoggiato il vassoio per terra e ti sei messo accanto a me con la mappa sulle gambe iniziando a studiarla attentamente. Me l’hai mostrata come se tu ci fossi già stato dicendomi cosa guardavi, come un menestrello. Ho appoggiato la testa sul tuo petto nudo e ti ho accarezzato dolcemente. I nostri cuori battevano all’unisono. La tua voce mi stava avvolgendo, mentre mi dicevi tutto di quello che vedevi sulla mappa di Blue City.”

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