340° capitolo

uncle10_forteI nostri profumi si stavano ancora fondendo tra loro e tu mi guardavi come facevi sempre quando avevi una domanda in testa ma non riuscivi a trovare le parole per farla. Ci siamo sistemati uno di fronte all’altro. Mi hai guardato seriamente, io ho solo annuito e in un sussurro ho detto “Sì”. Dopodiché, il tuo viso si è illuminato e hai preso le mie mani, il mio viso. Hai iniziato a toccarmi, come se non volessi credere a quello che avevi appena sentito. Stavi per realizzare la tua primissima piccola magia. “Davvero … Mia principessa …?” Ti stavo guardando con tutta la mia dolcezza e tu stavi facendo lo stesso. I nostri cuori battevano così forte che pensavamo potessero saltare fuori dai nostri corpi. Eravamo senza fiato. Ti sei inginocchiato davanti a me e hai sospirato “Non te ne pentirai”, prendendomi il viso tra le mani e poi, come se volessimo scrollarci quell’atmosfera di sospensione, ti sei alzato, mi hai allungato le mani, delicatamente mi hai preso e mi hai portato di sotto. Non avevamo mangiato da un giorno, sinceramente non eravamo affamati, ma la nostra coscienza ci ha costretti a buttare giù qualcosa. Quando abbiamo finito di mangiare la pizza, ci siamo accorti di quanta fame in effetti avevamo. Continuavi a sorridermi e non mi sono fermata a sentirmi imbarazzata dal tuo sguardo. Potevo sentire che la tua mente stava elaborando ogni cosa in ogni suo particolare, mentre mi guardavi in silenzio. I tuoi occhi erano luminosi e le tre parti del bastoncino erano, anche loro, sul tavolino, dove stavamo mangiando. Di tanto in tanto le fissavamo, riassumendo tutto ciò che avremmo fatto una volta nella baracca di fronte allo specchio storto. il grande spazio era pieno di parole fluttuanti. Potevamo sentirle intorno a noi. Ma nessuno di noi aveva parlato. Mi guardavi e mi sorridevi come una delle prime volte che ci siamo incontrati al bar. Avevo riconosciuto quel flusso di quando eri in compagnia dei tuoi amici e facevi di tutto per non farti notare da loro, quando ti voltavi verso di me e mi sorridevi timidamente. Era la sensazione esatta in questi secondi … minuti in cui avevamo condiviso quello sguardo. La stessa elettricità, la stessa magia e i nostri cuori stavano impazzendo. E in tutto questo, nemmeno una parola, mentre i nostri profumi si fondevano tra di loro, sempre di più. Da te è uscita solo una frase: “Dovremmo andare al villaggio dei Morgur”.

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