33° capitolo

Mi stavi ancora baciando e tendendo la mano. Per un secondo ci fissammo. Quel piccolo sacchetto era ancora là, di fronte a me. Ormai i nostri sentimenti si erano aperti l’un l’altro. Ci amavamo. La dolcezza nei tuoi occhi era la cosa più bella che io avessi mai visto. Ad essere sincera, ciò che era successo nelle ore precedenti con Luke, aveva riempito la mia vita fatta di piccoli difetti e sogni spezzati. Guardando i suoi occhi, sembrava anche lui pensasse alle stesse cose. Ho dato un’occhiata al piccolo sacchetto di fronte a me e lentamente l’ho avvicinato. Lo stavo prendendo, ma mi hai fermato. Mi hai guardato, prendendomi la mano. Con la tua voce profonda, mi hai chiesto: “Sei sicura?” Era come se in quel pacchetto, qualunque cosa contenesse, ci fossero per davvero, tutta la tua vita, tutti i tuoi sogni. Il mio cuore, ormai, era esploso. E più guardavo i tuoi occhi, più ero convinta di una cosa. Qualcosa più grande dell’universo stesso, voleva che stessimo insieme. E il mio cuore me l’aveva detto tempo addietro. Sicuramente era una specie di amore, ma più grande e più forte dell’amore stesso. Senza parlare, hai risposto a tutte queste mie riflessioni. Sussurrando, mi hai risposto: “E’ più forte…” Così, hai estratto la scatolina dal sacchetto. Dolcemente mi hai sorriso. Stavi, quasi tremando. L’ho notato, allora ho preso la scatolina dalle tue mani. Mi hai fermato:”Lascia che sia io ad aprirla per te”. Solo con lo sguardo ti ho detto “Ok” Eri di fronte a me, seduto sul tavolinetto. L’atmosfera era diventata surreale. Più della prima volta quando ti eri avvicinato per aiutarmi ad alzarmi nel bar. Ed erano passate solo poche ore, ma con te, nella tua casa, dove era successo di tutto, era come se fosse passata una settimana o qualche giorno in più. Il tempo sembrava si fosse fermato. Ci siamo guardati mentre stavi aprendo la scatolina di velluto grigio. Il primo che ha dato un’occhiata all’interno della scatolina, sei stato tu. Poi se guidassi il mio sguardo, ho guardato il suo contenuto. L’hai tirato fuori e lentamente me lo hai infilato al dito. Era un meraviglioso anello d’argento con, incastonata, una gemma d’ametista.
Mi hai sussurrato: “L’argento è magico come te. L’ametista ha il potere di calmare… Da quando ho incrociato i nostri sguardi qualcosa dentro di me, ha calmato la mia ansietà. Tu sei magica, e ho pensato che questo anello fosse fatto per te”.
Volevo che questo momento non avesse mai fine.

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