324° capitolo

Era come se stessi fissando la persona più bella che avessi mai incontrato e in qualche modo lo era. Hai chiuso la porta, prendendomi la mano e alla fine, dopo uno sguardo lungo e silenzioso, hai sospirato : ”Ho preparato qualcosa”. Siamo andati in cucina e abbiamo fatto colazione. Nella nostra mente abbiamo rivissuto tutto. Senza dire niente. Bastava vedere i nostri occhi e c’erano tutte le nostre emozioni. Le emozioni sono state grandi. La baracca, la città blu, il tuo abbraccio, le tue parole, i nostri cuori che battevano all’unisono. Era tutto questo, la nostra magia rinchiusa nella nostra bolla magica. Ti stavo guardando e tu stavi facendo lo stesso con me. Dopo aver mangiato qualcosa, ho allungato le mani verso di te e tu le hai prese. In un sussurro ti ho detto “Voglio tornare nella baracca …” Speravo di trovare qualche traccia della città blu. Siamo usciti dall’appartamento, abbiamo trovato Fenkuz e i nostri amici che vagavano nel prato. Pyr stava ancora dormendo. Era ancora a riposo. La luce che aveva rilasciato lo aveva reso debole e doveva recuperare molte energie. Fenkuz non aveva capito il motivo per cui stesse ancora dormendo. Li guardammo mentre andavamo verso la baracca. Andando attraverso il ponte, mi sono fermata, subito dopo aver sospirato: “Glielo dovremmo dire”. Hai annuito. Abbiamo aperto la porta della grande baracca. Siamo entrati e per molto tempo ce ne siamo dimenticati. Abbiamo girato all’interno, soprattutto io. Eri seduto sulla panchina e mi guardavi. Non c’erano nemmeno segni della nostra bolla magica. Anche il libro da cui avevamo visto l’intera scena era stato messo al suo posto. Forse lo specchio era l’unica cosa ancora non dritta. Lentamente ci sono andata davanti. Da molto lontano potevo sentire uno strano sibilo. Se mi fossi concentrata di più avrei potuto vedere le ombre delle persone che camminavano nella Città Blu. Fissai lo specchio ancora non dritto. “Luke vieni a vedere ..” sospirai quasi senza fiato. Ti sei alzato e quando sei venuto da me mi hai abbracciata da dietro. Ogni tuo abbraccio mi lasciava senza fiato. Era così delicato, dolce e protettivo.”’Ascolta. … Guarda … là”’ Anche tu hai sentito quel sibilo e anche tu hai visto le ombre dei cittadini della “città blu”’ Stavo per rimettere a posto lo specchio quando mi hai preso la mano dicendomi “Non farlo!”
Mi sono voltata verso di te e tu hai continuato ‘Era già storto la prima volta che ho visto il salto … ci sarà un motivo”
Mi sono persa nei tuoi occhi dimenticando cosa stavo per fare. Mi hai abbracciato forte e poi hai alzato il mio viso verso il tuo. Hai sorriso. Ci siamo guardati. Lentamente siamo tornati a fissare lo specchio. C’era una cosa che volevamo fare. Toccarlo, ma non ce l’abbiamo fatta per paura di capovolgere tutti gli equilibri del nostro Mondo Parallelo. In primo luogo, abbiamo deciso di parlare con i nostri amici “.

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