323° capitolo

In quell’atmosfera in cui eravamo intrappolati, i nostri sguardi, i nostri respiri, l’amore che avevamo fatto erano le uniche cose che ci facevano sentire vivi. Dolcemente sei uscito da me e uscendo mi hai guardato in un modo come quasi non lo avessi mai fatto prima. Nei tuoi occhi ho potuto vedere quella minuscola parte della tua anima ancora nascosta e lì ho visto l’amore che avevi per me. La parte da cui è iniziato tutto il tuo amore. Era la parte più piccola, ma conteneva quella più potente del sentimento che provavi per me. Il mio cuore batteva forte e ho versato una piccola lacrima. Ti ho guardato, ho toccato il tuo minuscolo neo e ho sussurrato “Ti amo tanto Luke”. Ti sei sistemato sullo schienale, dolcemente hai allargato le braccia e io mi sono tuffata sul tuo petto. A bassa voce mi hai detto: “Dovremmo riposarci un po'”. Ho messo la mano sul tuo petto accarezzandoti. Ti ho chiesto solo “Torneranno?” Non lo sapevi, ma mi hai detto “Penso di sì”. “Voglio essere di nuovo lì. Voglio vedere di nuovo la città blu … “ e mentre lo dicevo, ci siamo addormentati. Quel giorno la luce del sole tardava ad arrivare. Ero così stanca, lentamente il sole è sorto nel cielo, mentre mi svegliavo. Ho aperto gli occhi ed ero sola. Il tuo lato del letto era vuoto quando dolcemente ti ho cercato. La luce del sole entrava nella camera da letto e una dolce brezza muoveva le tende bianche. Mi sono sistemata sullo schienale e sono rimasta in silenzio. Ho sorriso quando ho sentito dei rumori provenire dalla cucina. In un attimo ho rivissuto tutto quello che era successo quella notte. Mi sono alzata e con attenzione sono scesa al piano di sotto. Non hai notato che lentamente stavo scendendo le scale. Per un secondo sono rimasta a fissarti. Il mio cuore ha iniziato a battere forte ma è bastato che i nostri cuori iniziassero a battere all’unisono, ti sei voltato e i nostri sguardi si sono incontrati. Hai lasciato quello che stavi facendo e sei venuto da me, prendendo tra le mani il mio viso e baciandomi dolcemente. “Sono tornati”’ mi hai detto in un sussurro, mi hai accompagnato alla porta e l’hai aperta. Fenkuz stava dormendo nella suo cespuglio, mentre Il Grande nel suo villaggio dava ordini e potevamo sentire la sua grossa voce dall’appartamento. Non abbiamo visto Kapi, ma sapevamo che stava volando alto nel cielo e teneva tutto sotto controllo.
Ero più calma. Ho sorriso girando il viso verso di te e tu, sorridendomi, mi hai preso la mano e dolcemente siamo rientrati nell’appartamento.

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