320°capitolo

Sentivo il tuo respiro attraverso il tuo petto che mi stava trasportando in un meraviglioso mondo di emozioni che mi avvolgevano. La luna era alta nel cielo e la sua pallida luce entrava nella camera da letto. Dolcemente mi accarezzavi, mentre guardavi la notte stellata tra i rami dell’albero in cui era il nostro appartamento. Il tempo scorreva e tu pensavi; stavi immaginando il mio viso quando avrei visto il divario, la separazione, il punto di passaggio tra i due mondi. Il tuo flusso si stava fondendo con il mio e io ho potuto sentirlo. Mi guardavi mentre dormivo. Il tuo sguardo è stato uno dei più dolci e profondi. Stavo dormendo profondamente ma quello che stava accadendo intorno a me è stato uno dei momenti più magici. Proveniva da te, ho potuto sentire le tue emozioni, le tue sensazioni intorno a me. Stavo dormendo tra i tuoi sentimenti. Mi stavi trasportando in un’altra dimensione. Quella notte stava diventando sempre più profonda come il mio sonno. Anche tu avevi chiuso gli occhi da tempo. All’improvviso ti sei svegliato perché hai sentito dei rumori provenire dalla baracca. Gli animali pelosi che dovevano fare il salto stavano entrando. Fenkuz e il Grande dei Morgur con Kapi, la loro protezione. Fino a quel momento non hai pensato a come svegliarmi, ma mi hai guardato e subito dopo ti sei avvicinato a me per darmi dolci piccoli baci. Hai sussurrato: ‘”… Daria … Daria … Daria … “. Delicatamente ho aperto gli occhi. Mi hai sorriso dolcemente e con un filo di voce “Hanno fatto il salto”. Il mio cuore ha iniziato a battere più velocemente. Mi hai guardato, ti ho abbracciato. Avevo bisogno di sentire il tuo corpo contro il mio in quei secondi e immergere i miei occhi nei tuoi. Contemporaneamente i nostri cristalli hanno fatto qualcosa di inaspettato. Le loro luci insieme, ci avvolgevano come per proteggerci fino a raggiungere la baracca. I cristalli mi stavano proteggendo. Silenziosamente mi hai preso tra le braccia e insieme siamo scesi al piano di sotto. Stavamo uscendo. Tutto sembrava fermo. I Markùt erano al loro posto sul ponte, ma come sapevamo erano caduti in una sorta di trance per controllare gli altri che avevano fatto il salto nel vuoto, quindi non si sono accorti del nostro passaggio. L’unico che non poteva cadere in trance, causa la sua cecità, era Pyr, e quando ci ha sentito ha fatto un salto oltre il ponticello ed è entrato con noi nella baracca, dove erano caduti alcuni libri e lo specchio sulla lamiera non era più dritto. Quando siamo entrati la luce dei nostri cristalli, lentamente si è affievolita ma nello stesso momento la nostra bolla magica si è innalzata intorno a noi. Pyr è stato in grado di aprire gli occhi ciechi e rilasciare la sua luce all’interno. Nel frattempo la bolla si stava chiudendo, tu hai preso uno dei libri caduti a terra. Da quelle pagine avremmo visto il divario tra i due mondi e i nostri amici pelosi, ora nella loro forma umana.

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