319°capitolo

Mi hai stretto la mano, mi hai aiutato ad alzarmi dalla roccia opale e lentamente siamo arrivati davanti all’appartamento. Ho dato un’occhiata alla baracca e l’accesso mi sembrava bloccato. Ci siamo guardati. Più il tempo si avvicinava, più tutto sembrava fermarsi. Sembrava tutto pronto. Nell’appartamento dolcemente mi hai preso tra le tue braccia e senza dire niente mi hai portato in camera da letto, quando mi hai disteso sul letto e ti sei sdraiato accanto a me faccia a faccia, i miei occhi si sono tuffati nei tuoi, ogni mia paura è andata via. Non hai detto niente. Mi guardavi solamente, e i nostri cuori hanno iniziato a battere all’unisono. “Sai come calmarmi davvero” ho sospirato accarezzandoti il viso fino a raggiungere il tuo minuscolo neo. Teneramente mi hai sorriso, prendendomi la mano per baciarla delicatamente. Mi hai sussurrato: “Vedrai che andrà tutto come deve andare”. Fuori dalla finestra il sole, lentamente, lasciava il posto alla luce della luna. Quella giornata era stata piena di nuove emozioni e non sarebbe finita lì. Quella notte ho avuto davvero bisogno della tua vicinanza più che mai, ma dovevamo mangiare qualcosa. Sei corso di sotto, hai preparato dei panini e li hai portati di sopra. Quando sei tornato con il vassoio, ho avuto un deja vu. Uno dei primi giorni che abbiamo passato il tempo insieme, qui in camera da letto a parlare e ridere mentre mangiavamo panini. Quei ricordi, in questo momento, mi hanno fatto sentire bene, senza pensare al salto nel vuoto. All’improvviso ti sei fermato e hai iniziato a fissarmi. Tutto andava piano. Anche il mio cuore aveva rallentato. Hai messo il vassoio per terra e dolcemente mi hai abbracciato, lasciando che mettessi la testa sul petto mentre sospiravo “Dimmi, ancora una volta i colori del salto nel vuoto”. Appena ho pronunciato quella frase mi sono addormentata.

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