306° capitolo

Quando abbiamo avuto la certezza che tutti gli amici pelosi avessero lasciato il terreno davanti alla baracca, lentamente hai aperto la porta e hai controllato che non ci vedessero. Mi hai preso tra le tue braccia e tu, con me, sei corso dentro l’appartamento. Ho chiuso la porta. Abbiamo riso molto, come se fossimo scappati da occhi indiscreti, e come se fossimo scappati da tutto e da tutti. Avevamo i cuori che battevano forte. Ma sapevamo che qualcuno con un senso più sviluppato degli altri, sapeva che eravamo dentro la baracca. Ma sapevamo anche che Pyr non avrebbe detto niente. Quando abbiamo chiuso la porta, Pyr stava riposando sotto l’albero davanti all’appartamento. Non si mosse, ma sapevamo che tra tutti aveva il sesto senso più sviluppato a causa della sua cecità. Sapevamo anche che stava sorridendo sotto i baffi. Abbiamo avuto un momento emozionante quando il Grande è entrato nella baracca e noi eravamo, lì nel mezzo, ci avrebbe potuto vedere. A conti fatti, sembravamo due bambini che giocavano a nascondino. Avevi ancora il fiato corto, mi guardavi e io ti sorridevo e alla fine hai detto “Ecco! È così che voglio vederti” E con quella piccola frase hai riempito il mio cuore ancora una volta di grandi sensazioni. Sei riuscito a farmi sentire così speciale, anche con due parole messe in fila.  Quella era la tua magia. Ti sei avvicinato a me e hai preso le mani tra le tue e mentre le guardavi mi hai detto “Faranno il salto entro pochi giorni. Tre o quattro circa. “Ti stavo guardando, come se mi stessi raccontando una favola. Ma stavi pensando a come ingannare il mio potere di scambiare il giorno con la notte, senza conseguenze. Non sapevamo ancora quali sarebbero state, ma di sicuramente ci sarebbero state, ma sapevamo una cosa, nella nostra bolla magica saremmo stati al sicuro.
Ma forse qualcuno ci avrebbe aiutato e pensavamo allo stesso amico peloso. “

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