301° capitolo

Mi accarezzavi mentre, anche tu ti stavi addormentando, hai sussurrato “Ti amo Daria”. I nostri cuori battevano all’unisono. Ti sentivo vicino a me, mi sono avvicinata e ho appoggiato la testa sul tuo petto. Mi stavi abbracciando forte, come se volessi proteggermi da qualcosa. Il tuo respiro era l’unica cosa che avevo davvero bisogno di sentire nel sonno. Quella notte ci siamo incontrati in sogno. Il nostro respiro è diventato sempre più veloce. Stavo uscendo dalla foresta e stavo camminando verso il lago, ti ho incontrato lì. Sembravi in cerca di qualcosa. Nell’aria c’era un buon profumo. Stavo ancora camminando, non volevo disturbarti, ma un rumore ti ha fatto voltare ed è stato in quel preciso momento che ci siamo guardati. Hai iniziato a fissarmi, come sbalordito. Ti sei avvicinato. Hai sfiorato dolcemente il mio piccolo corpo attraverso il vestito bianco e mi hai sollevato in aria per poi farmi scivolare su di te. Quell’atmosfera che si stava creando era una delle più magiche di sempre. Anche in sogno, abbiamo potuto sentire le nostre emozioni fondersi. Erano davvero bellissime. Non abbiamo pronunciato una sola parola, ma avevamo detto tutto attraverso i nostri occhi, i nostri sospiri e i nostri piccoli tocchi. Mi stavi guardando così. Il tuo profumo mi ha avvolto. Il mio cuore stava impazzendo perché non mi ero resa conto che stavo stringevo in mano un morbido pezzo di stoffa. In realtà stavo stringendo la tua camicia nel sonno. Mi hai abbracciato più forte. I tuoi occhi erano la cosa più bella che stavo guardando in quei momenti. C’era tutta la tua delicatezza e la dolcezza che io abbia mai conosciuto. Credevo che saremmo potuti restare così per l’eternità. Solo guardarsi l’un l’altro. Vivere dei nostri respiri. Pian piano abbiamo aperto gli occhi nello stesso istante. Sapevamo di aver fatto lo stesso sogno. I nostri sentimenti erano gli stessi. Tutto intorno a noi era leggero. Ci siamo guardati e anche da svegli, hai avuto lo stesso sguardo del nostro sogno e non mi hai tolto gli occhi di dosso. Abbiamo avuto una strana sensazione. Non sapevo cosa fosse, ma stavi percependo qualcosa che riguardava la tua piccola ricerca quando eri al piano di sotto. Forse quel sogno ti aveva aperto una strada, per me ancora sconosciuta. Mi hai guardato e timidamente mi hai sorriso.

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