299° capitolo

Ci stavamo guardando, pronti per entrare nell’appartamento, quando Fenkuz è uscito dal suo cespuglio dicendoci “Aspettate!” Ci siamo voltati e lo abbiamo aspettato davanti alla porta aperta. “Aspetta, ho qualcosa da dirti … qualcosa sul divario … il divario tra i due mondi. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento. ” Non abbiamo detto niente. Lentamente, ci siamo sistemati su quella scaletta, che ormai era diventata il posticino dove si svelavano i nostri piccoli segreti del nostro mondo parallelo. “Luke ha scoperto che tu, Daria, hai un ruolo fondamentale in questo mondo. Dai la luce e l’oscurità al Mondo Parallelo … e mentre dormi, siamo in grado di superare il divario … ” “Ho creduto …” stavi per completare la frase, ma era inutile. Non avevi pensato che chiunque fosse andato nell’altro mondo, qui gli altri sarebbero stati in allerta se qualcosa fosse storto. “Ogni volta che dobbiamo andare nel vuoto, seguiamo ogni passo dei nostri amici da questo minuscolo specchio”’ Ed è stato allora che Fenkuz ha tirato fuori dalla sua piccola borsa di pelle un minuscolo specchio e te lo ha dato. Tu, poi l’hai passato a me. Sembrava uno specchio rotto, ma non lo era affatto. “Nella baracca c’è uno specchio. È da lì che oltrepassiamo il divario, e ogni cosa che può aprire la mente, come le pagine di un libro, si riflette su questo specchio e anche quello che accade dall’altra parte … nel mondo reale. E’ dal vostro primo incontri al bar, che ci prepariamo a questo salto” Ci hanno detto i Markùt. Tutto era stato spiegato molto chiaramente. C’era una sola domanda che volevo fare ma non ho avuto il coraggio di formulare. E tu sapevi quale fosse. Ho buttato via l’aria dai polmoni e l’hai chiesto tu. Siamo rimasti entrambi con gli occhi spalancati, per quanto eravamo connessi. “La mia principessa si chiede, se mai, sarà in grado di vedere, un giorno, questo magico salto nel mondo reale, come l’ho visto io.” Mentre lo chiedevi a Fenkuz, ti ho tenuto la mano e attraverso la mia presa, hai potuto sentire il mio cuore battere forte. Non potevo neanche ingoiare. Fenkuz mi ha guardato e si è avvicinato. Mi ha preso le mani. Ho timidamente sorriso. Stava pensando a come dirmelo. Passarono diversi minuti in silenzio. Anche i Markùt non sapevano cosa dire e rimasero in silenzio pure loro. “Ho capito, Fenkuz, va bene. Era solo una curiosità … una principessa ha i suoi poteri ma ha anche i suoi limiti, e questo è uno di quelli.” Mentre dicevo questo, il cuore batteva forte e risuonava in tutto il mondo. Tu, mi guardavi con tutta la tua dolcezza e mi tenevi la mano. “Mi dispiace molto” ha detto Fenkuz.” L’ho accarezzato e gli ho sussurrato “Non è colpa tua, forse io, ho preteso troppo, va bene”. Poi entrambi abbiamo buttato via tutta l’aria che avevamo nei polmoni, mentre Fenkuz era tornato ad aggiustare il suo cespuglio e i Markùt erano tornati a vagare per la grande valle che era di fronte a noi. Restammo per diversi minuti in silenzio mano nella mano, ascoltando il nostro respiro, mentre la luna saliva nel cielo.

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