298° capitolo

Ciò che ci ha detto Fehu è stato molto importante e allo stesso tempo sbalorditivo. In un certo senso sapevamo che il nostro mondo parallelo girava intorno a noi e non il contrario. Ogni sensazione, ogni emozione che abbiamo provato, stava completando un piccolo pezzo di questo mondo. Ma in quel momento ne abbiamo avuto la piena consapevolezza. Eravamo uno di fronte all’altro, ci siamo guardati senza dire niente. Dolcemente mi hai preso la mano e per un attimo ho guardato questo minuscolo gesto. Adesso anche la cosa più piccola stava diventando la più importante. Consapevoli di aver superato un nuovo livello, il primo all’interno del nostro mondo parallelo, ci siamo guardati senza saper cosa dire. Avevo milioni di domande sul divario tra i due mondi, ma nessuna di queste avrebbe potuto avere una risposta. Lo sapevamo. Solo Fenkuz o i Markùt avrebbero potuto rispondere e io sapevo che in qualche modo i Markùt avrebbero risposto a queste domande senza chiederci altro. Da quando eravamo lì, la giornata stava diventando una delle più luminose e delicatamente calde. Abbiamo aperto la porta e siamo usciti. Senza fretta avevamo deciso di fare una piccola passeggiata fino al lago e tu mi hai aiutato a sedermi sulla roccia opale che era in riva al lago. Mi stavi guardando. Sapevi qual era il pensiero che mi martellava la testa in quegli istanti. All’improvviso abbiamo sentito la voce stridula del Piccolo Morgur che correva verso di noi e per una buona mezz’ora abbiamo passato del tempo con lui. Ci faceva sempre ridere. Cercava sempre una scusa per non eseguire gli ordini del Grande, ma alla fine doveva andare. Lo abbiamo salutato con una grande carezza e il suo pelo si è fatto più luminoso. I Markùt sapevano che c’era qualcosa che avrei chiesto loro, ma non si sono mossi da dove si trovavano. Ci hanno aspettato dalla nostra passeggiata. Erano sempre lì vicino al ponticello. Stavi per chiamarli, ma ti ho fermato. All’improvviso il cuore mi è balzato in gola, ti ho guardato e sospirando ho detto: “Lascia tutto, così com’è … ho un ruolo qui e non voglio rovinarlo.” Ti stavo guardavo. Eri sbalordito ma hai capito cosa stavo provando in quei momenti e mi hai sorriso timidamente. Fenkuz dal suo cespuglio ci stava osservando.

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