297° capitolo

Mi stavi ancora guardando, come se per davvero, ci fossimo ritrovati. Ho potuto sentire le tue emozioni calmarsi solo dopo diversi minuti. I nostri battiti cardiaci erano all’unisono e ora mi stavi toccando il viso, realizzando quello che ti avevo detto. Subito dopo, ho detto di nuovo: “È sul pavimento. Ho voluto aspettarti” Hai lanciato un’occhiata ai mobili neri, poi hai allungato la tua mano verso la mia e io l’ho presa. Mi hai fatto scendere dallo sgabello e siamo andati in quell’angolo. La tua mano era così gentile nella mia e in quel momento non volevo che tu andassi a prendere la pietra. Stavi per lasciare la mia mano, ma l’ho trattenuta. Ci siamo guardati profondamente in quei momenti e ti ho lasciato andare. Mentre ti inginocchiavi per raccogliere la pietra, abbiamo sospirato insieme. Abbiamo buttato via l’aria dai polmoni. E mentre tornavi vicino a me, in questi pochi passi, ci siamo guardati e sembrava che tutto intorno a noi fosse scomparso. Quando ti sei sistemato accanto a me, volevamo solo ripararci ognuno nell’anima dell’altro, ma sapevamo anche che le pietre magiche volevano dirci qualcosa di importante sulla nostra vita e sul nostro mondo. Mi hai tenuto la mano e insieme abbiamo visto quale pietra fosse caduta. Quale simbolo era e quale significato aveva. Prima di scoprirlo abbiamo chiuso gli occhi e abbiamo preso un lungo respiro. Lentamente abbiamo aperto gli occhi e finalmente abbiamo scoperto quale pietra fosse. Siamo rimasti senza fiato, perché era Fehu: una delle pietre magiche più belle. Per me la pietra stava dicendo che stavo comprendendo il mio rapporto con la natura e lentamente stavo capendo quello che Luke mi aveva detto poche ore prima. A te stava dicendo che l’obiettivo era nel tuo cuore. Alzando il viso verso il mio, hai sussurrato: “Tu sei il mio cuore”. Mi hai lasciata senza fiato e non ho potuto trattenere alcune lacrime. Ogni volta, eri capace di lasciarmi senza fiato, ma questa volta è stata una delle più intense da quando è iniziata questa nostra magica storia. Nel frattempo, fuori dalla grande finestra, c’era un meraviglioso gioco di luci che si confondeva con la luce del sole. Ora sapevo che ero io a farlo, con tutte le emozioni che stavo provando e in qualche modo sapevo che anche tu eri l’artefice di tutto questo. Le nostre emozioni si mescolavano l’una nell’altra. Ed erano forti.

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