295° capitolo

Quando ho capito che stavi dormendo, mi sono alzata delicatamente e sono andata alla finestra. Ho notato che la luce piena di colori che prima ci circondava, era in alto nel cielo e stava svanendo. Vedevo la luce del sole, che illuminava ogni cosa nel Nostro Mondo Parallelo. Dalla finestra ho dato un’occhiata alla baracca, là oltre il ponticello. Non volevo che ti allarmassi, se ti fossi svegliato e non mi avessi trovato, così ho scritto un bigliettino e l’ho lasciato sul cuscino: “Buongiorno amore mio. Stavi dormendo così bene che ti ho lasciato continuare. Sono giù. Sono fuori, puoi trovarmi nella baracca, la tua … piccola principessa … ♥♥♥ “. Ti ho lasciato dormire e lentamente sono scesa. Non ero sicura di trovare i nostri amici pelosi. Ho dato un’occhiata all’appartamento prima di aprire la porta. Nell’aria c’era qualcosa di strano, ma ho pensato che fosse il residuo di quello che era successo in camera da letto, quindi sono uscita, lasciando la porta aperta. Fuori tutti i nostri amici pelosi stavano ancora dormendo, oppure si stavano svegliando lentamente. I Markùt erano sempre al loro posto. Uno di fronte all’altro all’inizio del ponte. Ho cercato di non fare rumore, ma sapevo che senza il supporto della mano di Luke era impossibile che non mi sentissero. I Markùt avevano aperto gli occhi e lentamente si stavano risvegliando. Ho continuato la mia passeggiata fino alla baracca. L’ho aperta e sono entrata. Stavo girovagando. Volevo cercare qualcosa che potesse darmi qualche traccia di quello che mi aveva detto Luke…. almeno quel libro … per terra. Ora non c’era più nessun libro. Ma ho visto le impronte uscire dalla biblioteca della baracca. Era incredibile. Dovevo sedermi sulla panchina. Il mio cuore stava impazzendo. Da quella posizione, con la porta aperta, ho potuto vedere la finestra della camera da letto. In quell’istante ho pensato a te. Lentamente sono tornata indietro. I Markùt, senza dire niente, mi hanno aiutata ad attraversare il ponte e mi hanno accompagnato davanti all’appartamento. Mi sono voltata e ho detto loro ‘Grazie …” In quella parola c’era più di un semplice ringraziamento. Lo sapevo io. Lo sapevano anche loro.

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