292° capitolo

Hai iniziato a raccontarmi: “Dopo quello che ci ha detto Fenkuz … dopo … non sono riuscito a dormire. Volevo assicurarmi che stessi dormendo profondamente. Ho scoperto dov’è il divario tra i due mondi. Il divario è all’interno della baracca. Dopo che ti sei addormentata io stesso ho sentito dei rumori e dalla finestra ho visto entrare i Markùts e Kapi. Non mi hanno visto. Avevano già superato il divario. Ma sono riuscito a vedere tutto … “ Mi hai lasciata in suspence. Avevi letteralmente catturato la mia attenzione, ho interrotto di fare colazione. Avevo ancora in mano il cornetto inzuppato nel latte che gocciolava nella tazza, mentre ascoltavo le tue parole. Non potevo continuare a mangiare, per quanto imbambolata. Mi hai sorriso timidamente. Eri incantato da quello che stavi guardando. Mi sono sentita un po’ in imbarazzo: ho cercato di pulirmi il latte dalla bocca. I nostri cuori battevano all’unisono quando sentivamo che le nostre emozioni erano al massimo e quel momento era uno di quelli. I tuoi occhi erano nei miei e all’improvviso hai sussurrato: “Non cambiare mai. Sei bella così come sei. La mia principessa.” Ci siamo guardati e in quel preciso momento le nostre emozioni sono esplose. Mi hai accarezzato la mano e io l’ho presa. Entrambi volevamo che quel momento non finisse Un semplice momento. Si è riempito di piccole emozioni che ci hanno lasciati senza fiato. Abbiamo sospirato, poi hai continuato a raccontare cosa avevi visto. Mi hai detto di come i Markùts fossero disinibiti con lo skateboard e Kapi con il suo cristallo li avesse protetti finché uno non era entrato nel negozio per prendere il necessario. Ti ho guardato e ho detto:”Ora ho capito perché quando li abbiamo visti, erano in coppia … I Markùts .. il Piccolo Morgur con il Magro, Fenkuz con il Grande del Morgur o con Pyr”. Mi stavi guardando e quelli che vedevo, erano occhi che dicevano quanto amore sentissi in quel momento. Ho infranto quell’istante: “Vorrei vederlo anche io”, finendo la colazione. Hai tolto il vassoio dal letto e ti sei sdraiato vicino a me, mentre io ti appoggiavo la testa sul petto, facendoti scivolare la mano nella maglietta.

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