282° capitolo

Eravamo ancora storditi, ma finalmente eravamo dove volevamo essere e, soprattutto soli e insieme. Delicatamente mi hai steso sul letto. Il mio vestito bianco morbido sembrava una nuvola e si gonfiava cadendo e si adagiava dolcemente sul pavimento. Volevamo fonderci l’uno nell’altro e non c’era bisogno di spiegare il nostro desiderio. Quello che volevamo era ben visibile nei nostri sguardi. Lentamente ti sei avvicinato. La camicia era slacciata al punto giusto, la mia mano è scivolata dentro e una spalla si è scoperta. Movimenti lenti che hanno reso sempre più veloce il nostro respiro. Le tue mani hanno accarezzato dolcemente il mio corpo e quel fruscio del mio vestito bianco sotto le tue dita ti eccitava. Rapidamente, mi hai sollevato il vestito fino ai fianchi e mi hai toccato delicatamente. Le tue mani erano tra le mie gambe. La tua camicia era dove volevo fosse. Ci siamo dati dolci baci finché non sono diventati più appassionati e le tue dita hanno iniziato a esplorare quello che c’era tra le mie gambe. Non abbiamo parlato. L’abbiamo fatto solo attraverso gli occhi e attraverso alcuni nostri gemiti e alcuni sussurri. La tua camicia era sempre sulle tue spalle ma ora volevo vedere il tuo petto nudo e con uno strappo te l’ho tolta. Mi hai lasciato fare, anche tu volevi fare lo stesso. Hai levato la mano dalle gambe e sei entrato dentro di me con secca decisione. Mi avevi lasciato il vestito. Sembrava che i nostri corpi fossero avvolti da una soffice nuvola. Quei movimenti lenti delicatamente stavano diventando sempre più ruvidi e piano piano mi hai preso le mani, incrociando le dita, le hai messe sopra la testa. Sentivo che il tuo desiderio cresceva dentro di me e sapevo che stavamo per esplodere insieme. I tuoi movimenti erano delicatamente ruvidi e più stavano diventando ruvidi, più stavamo per raggiungere il piacere. Eri diventato sempre più veloce e i nostri gemiti stavano diventando uno solo. Di tanto in tanto bisbigliavamo i nostri nomi, come se non volessimo perderci. Raggiunto il piacere, eravamo l’uno dentro l’altro. I nostri cuori battevano così forte, il nostro respiro era accelerato e ci stavamo guardando così innamorati. Delicatamente, mentre ancora le contrazioni stavano svanendo, ci siamo dati piccoli e morbidi baci per coronare questo momento che tanto desideravamo. Appagati e felici ci siamo abbandonati per riprenderci prima di andare a vedere la baracca che si stava costruendo da sola. 

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