281° capitolo

Ormai quello che dovevamo fare nella Burn Valley era stato fatto. Silenziosamente l’avevamo lasciata. Avevamo dato un’occhiata prima di andare via, tutto era così bello e c’era ancora quell’alone magico. Quella polvere sottile mescolata a una luce intensa è stata l’ultima conseguenza della nostra piccola magia fatta nella valle. Anche la montagna sembrava grata. I cristalli erano lì ed erano il suo scudo. Avevamo lasciato andare avanti Fenkuz e Kapi. Siamo rimasti solo pochi secondi per ammirare il nuovo scenario. Ci tenevamo stretti l’uno all’altro. Mi hai guardato e con un dolce sussurro mi hai detto “Andiamo”. Con quelle poche parole sono stata trasportata nella nostra realtà. Una realtà magica. Stordita, ho annuito. Mi stavi ancora fissando e lentamente abbiamo attraversato la lunga passerella. I nostri pensieri erano gli stessi. Stavamo pensando a quello che avevamo fatto, senza sapere cosa dovevamo fare, ma l’avevamo fatto e ora la Burn Valley era protetta. Abbiamo raggiunto Fenkuz e Kapi sulla strada del ritorno. Quando siamo stati vicini all’Opale, i nostri cristalli sembravano ricaricarsi. Una piccola e veloce luce li aveva circondati e avevamo sentito la nuova energia entrare dentro di loro. Fenkuz ha annuito, come se sapesse cosa fosse successo. Ci ha sorriso e noi abbiamo ricambiato. Raggiunto il confine del villaggio dei Morgur, tutti gli abitanti erano lì ad aspettarci. Timidamente il Piccolo è venuto verso di noi e con la sua voce stridula, ci ha chiesto: “Che cosa è successo nella Burn Valley?” Questa volta è stato Fekuz a rispondere. Abbiamo continuato a camminare. Abbiamo superato il villaggio mano nelle mano, e vicino al lago abbiamo visto Pyr che ha sentito la nostra presenza e ci ha accompagnato all’albero di fronte al nostro appartamento. Quando siamo arrivati gli hai detto: “È fatta”. I Markùts erano a guardia del nostro appartamento. Quando siamo entrati abbiamo fatto loro una carezza. Delicatamente mi hai preso la mano per passare attraverso la scaletta e io ho sospirato un dolce “Grazie”. Chiudendo la porta mi hai detto “Aspetta …” e con mia grande sorpresa, mi hai preso tra le tue braccia e dolcemente siamo saliti al piano di sopra.

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