28° capitolo

Mentre raggiungevamo il picco del nostro amore, non ci rendevamo conto che di sotto, stava accadendo qualcosa di magico. Di nuovo. Qualcosa di strano. Una polvere sottile stava girando intorno al tuo angolo preferito, proprio dove eravamo stati seduti poche ore prima. In quel piccolo vortice, stavano flutuando altre pietre. Noi esausti, ma pienamente soddisfatti, alla fine ci baciammo. Ho accarezzato il tuo volto. Mi hai lasciato fare, mentre sorridevi dolcemente. Volevi dire qualcosa, ma ti ho messo un dito sulle labbra. Ero ancora in uno stato di grazia da cui non volevo essere svegliata Mi hai guardato, baciandomi la mano. Hai sussurrato: “Non hai fame?’… Ti ho preso la colazione…” Mi stavo riprendendo da quello che avevamo appeno fatto, prendendo un profondo respiro ti ho risposto: “Si un poco”. Nuovamente hai sorriso e mentre mi davi una mano a rialzarmi hai indicato il sacchetto che avevi fatto cadere a terra e hai aggiunto: “Ti ho preso qualcosa per il cambio. Niente di particolare, ma ho pensato che ne avessi bisogno” Ho sospirato: “Sei dolce…” ti ho detto scuotendo la testa, sorpresa di quanto fossi premuroso nei miei confronti. Mentre eravamo l’uno di fronte all’altra, mi hai afferrato i fianchi e mi hai abbracciato. Il nostro respiro era all’unisono. Ci guardammo in silenzio e uscimmo dalla camera da letto. All’improvviso mi hai sollevata e fra le tue braccia, siamo scesi, dove ci aspettava qualcosa che ci avrebbe sopraffatto emotivamente.

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