269° capitolo

Ancora confusi ci guardavamo. Avevamo ascoltato tutte le parole pronunciate da Fenkuz e dal Grande dei Morgur. Avevamo capito che con il nostro grande amore avevamo fatto rinascere la foresta e solo ora avevamo capito di aver attivato le piccole gemme rosse che Fenkuz aveva sistemato intorno a noi, mentre eravamo uno di fronte all’altro nel mezzo della foresta. Non avevamo ancora parlato. Eravamo sopraffatti da ogni cosa che ci circondava. Avevamo ascoltato le voci degli amici pelosi, ma erano come un ronzio. Dovevamo tornare all’appartamento. Mentre il Grande spiegava ancora al Piccolo Morgur l’importanza di ciò che avevamo fatto, silenziosamente e lentamente i Markùt ci accompagnarono all’appartamento che aveva ancora la porta grigia aperta. Il viaggio per il ritorno è stato breve, mi hai preso dolcemente tra le braccia, nonostante anche tu fossi stanco. Ho appoggiato il mio volto sul tuo petto e ho sentito il cuore battere un po’ veloce ma avvicinandoci all’appartamento ti sei calmato. Quando siamo arrivati i Markùt hanno annuito e lentamente se ne sono andati. Hai chiuso la porta con un piede e dolcemente mi hai portato di sopra. Delicatamente mi hai steso sul letto e poi ti sei sistemato vicino a me. Faccia a faccia, timidamente ci siamo sorrisi. Non avevo ancora parlato, stavo per aprire la bocca. Ho provato a parlare, ma balbettavo: “È stato … così ma …” Avrei voluto dire: “È stato così magico”, ma non avevo la forza per continuare. Hai completato la frase per me: “È stato così magico, e tu lì nel mezzo del vortice, eri davvero bella” hai sussurrato e dolcemente hai continuato: “Mentre tenevo le tue mani mi sentivo come se il tuo amore mi stesse avvolgendo sempre di più … “ Il tuo sguardo si stava illuminando profondamente mentre mi parlavi. Ho provato la tua stessa emozione. Nella foresta c’è stata davvero un’unione profonda.

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