244°capitolo

Stavamo entrando nel nostro appartamento mentre calava l’oscurità. Tutto ciò che avevamo dovuto affrontare, ci aveva stancato. Mentre chiudevamo la porta abbiamo visto tutti gli animaletti allontanarsi per andare a riposarsi. L’unico un po’ vivace, era sempre il piccolo del Morgur, ma abbiamo visto che più si avvicinava al villaggio la sua camminata diventava più lenta. Anche lui era stanco. Lo avremmo visto il giorno dopo sempre giocoso. Stavamo chiudendo la porta e abbiamo dato un’occhiata a Pyr. Stava già dormendo, mentre il suo vicino stava sistemando il suo cespuglio. Potevamo sentire i suoi brontolii. Gli unici silenziosi erano i Markùts. Il loro posto era vicino al ponticello che attraversava il fiumiciattolo vicino al nostro appartamento. Erano uno per lato del ponte. La luna stava illuminando quel piccolo scenario che avevamo davanti. Prima di chiudere la porta abbiamo sospirato all’unisono abbracciati stretti, l’uno con l’altro. Mi hai preso la mano per attraversare il piccolo scalino. Poi in silenzio, siamo venuti a sistemarci sul divano, nel tuo angolo preferito. Non abbiamo parlato per un po’. Poi: ”Dobbiamo assicurarci che nient’altro dei nostri brutti ricordi possa scatenare un altro Nulla. Quei due giorni nel tuo appartamento sono stati, da un lato i giorni più brutti, ma dall’altro i più belli della mia vita. Quando ho visto il vuoto in quegli occhi, ho capito tutto. Quando abbiamo fatto l’amore, mi hai liberato … e … ‘. Ti ho fermato. “Vuoi prenderti tutta la colpa, ma ricorda quello che ho fatto anche io. Forse la colpa più grande è mia.” I nostri sguardi si sono sciolti l’uno nell’altro. E ho continuato: “Io, sono una strega. Forse sono stata io ad aver scatenato il Nulla per la prima volta … forse quando ti ho raccontato la mia storia … “ Quel discorso era stato lasciato così. I tuoi occhi erano immersi nei miei mentre un’altra forza stava per nascere in noi. Una forza avvolta da un calore che conoscevamo molto bene. Le nostre menti si stavano aprendo a quel desiderio. Abbiamo cacciato dalla nostra mente quei cattivi pensieri, e nei nostri occhi stava nascendo quella luce scintillante che ci faceva sentire pazzi l’uno per l’altro. Ti ho spostato i capelli dal viso, andando a toccare dolcemente il tuo neo. Mi hai lasciato fare, mentre ti stavi avvicinando. Ci siamo toccati così delicatamente che solo alla fine abbiamo realizzato che ci stavamo baciando. Fuori dal nostro appartamento, milioni di luci colorate fluttuavano nell’aria, realizzando una gigantesca barriera attorno al Nostro Mondo Parallelo.

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