242° capitolo

Eravamo entrati in quella valle bruciata e ora la lasciavamo con nuovi colori. Eravamo ancora senza fiato, ma ora sapevamo che il nostro amore aveva un grande potere. Quello più grande. Avevamo ripercorso la lunga e stretta passerella che costeggiava l’Opale. Non ci siamo stupiti di vedere i Markùts che ci aspettavano in fondo a quella passerella. Eravamo indietro rispetto all’animale cieco. Sembrava conoscere la via del ritorno. Lentamente abbiamo passato la passerella e abbiamo guardato indietro. Adesso le vette delle montagne erano verdi. Non abbiamo visto se il resto del paesaggio fosse rimasto lo stesso, così come l’avevamo lasciato, ma sapevamo che quel bacio che ci eravamo dati era stato uno dei più dolci e potenti. E quello a cui avevamo assistito, di sicuro, non era un miraggio. I Markùts ci avevano seguito. Sembrava che ci chiedessero: “Che cosa è successo oltre la passerella?”. I loro occhi erano fissi su di noi mentre stavamo ancora camminando per raggiungere il confine del villaggio di Morgur. Volevamo arrivare fino alla roccia vicino al lago. Il Piccolo Morgur, non appena ci ha visti, è corso verso di noi, saltando di gioia, guardando con molta curiosità il nuovo animale che avevamo salvato. Per rassicurare tutti, hai subito detto: “Quando tutto è cambiato, ci siamo accorti di lui. Era solo e molto spaventato … è un nuovo amico.” “Cosa è cambiato?” Chiese il Piccolo. Non lo sapevano, neanche i Markùt che ci hanno accompagnato fino in fondo alla passerella. Sapevano solo che dovevano accompagnarci lì. Hai iniziato a raccontare la storia dall’inizio. Come la prima volta che hai raccontato il nostro incontro, la tua voce profonda e calma è stata un nuovo incanto sia per me sia per i nostri amici pelosi, ma soprattutto per quello nuovo. Mi era vicino, e io lo carezzavo per assicurargli che era tra amici. Fenkuz è stato l’ultimo ad arrivare. Mentre le tue parole ci avvolgevano, l’animale cieco ha sussurrato qualcosa Ci siamo fermati un attimo …. dolcemente gli ho chiesto “Cosa hai detto?” Tutti gli occhi erano puntati su di lui. Con una voce debole ha risposto dicendo: “Pyr … sono Pyr”.

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