236° capitolo

Dopo la conferma di quanto ci avevano detto i Markùt, e dopo che tutti gli animali pelosi erano andati via, siamo rimasti fermi sulla scaletta ad ammirare il tranquillo panorama che ci circondava. Sapevamo che il nostro Mondo Parallelo era un luogo che avevamo creato con tutti i nostri sentimenti, emozioni e sensazioni, ma ancora non ci eravamo resi conto che dovevamo prenderci cura di tutto ciò che c’era dentro. Fino ad ora non ci avevamo pensato. Mi sono alzata e lentamente ho allungato la mano verso la tua. L’hai presa e dolcemente abbiamo camminato fino ad arrivare al fiumiciattolo vicino al nostro appartamento. Eravamo un po’ stanchi. Stava arrivando il crepuscolo. Il sole stava tramontando dietro il bosco. Siamo rimasti per vedere l’ultimo spicchio di sole scomparire all’orizzonte. Le nostre sagome si riflettevano nel fiume, la luna alta nel cielo illuminava il paesaggio ed eravamo soli. Da lontano potevamo vedere un po’ di luce, era il villaggio dei Morgur e potevamo sentire la voce stridula del piccolo che non voleva andare a riposare. Il Grande gli ripeteva di andare a dormire perché domani avrebbero dovuto continuare a lavorare. Abbiamo anche visto Fenkuz entrare nel suo cespuglio allungando le zampette una per una. I Markùts, invece, erano sempre lì. A debita distanza, ma sempre vicino a noi e al nostro appartamento. Ormai questo era il nostro universo e fino ad ora non ce ne eravamo resi conto. Eravamo avvolti da ciò che sentivamo e non ci avevamo pensato. Ci siamo abbracciati stretti, e lentamente siamo entrati nel nostro appartamento che magicamente si è illuminato. Durante quella piccola passeggiata abbiamo sentito una voce. Sembrava provenisse dal nostro Mondo Parallelo. “Continuate ad amarvi l’un l’altro così. In questo modo, tutto questo può solo rafforzarsi. ” Stavamo per entrare nell’appartamento, ma ti sei fermato e ti sei messo davanti a me. “Come posso amarti più di quanto sto facendo ora?” Ti ho guardato e dolcemente ho accarezzato il tuo viso. Mi hai baciato, poi abbiamo sorriso timidamente e siamo entrati. Avevamo un po’ di fame.
Siamo andati in cucina.

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