228° capitolo

Stavamo per lasciare quel luogo opalescente. Fenkuz era con noi ma un po’ distante. Capiva che dovevamo ancora assimilare tutto e che volevamo ancora ammirare quel magico ambiente. Tutto attorno a noi brillava e tutto quel bianco opale faceva apparire ancora di più surreale quel posto che chiamavamo Mondo Parallelo. Lasciando quel luogo ci rendemmo conto che alla fine di quel sentiero un muro soffice si innalzava per nascondere quel luogo e notammo che dal mio anello usciva una luce soffice, come per sigillare il muro d’opale e tutto quello che c’era all’interno. Percorremmo il sentiero che attraversava un fiumiciattolo e ritornammo nel verde paesaggio. Alla fine del sentiero, Fenkuz sembrò scomparire nel bosco e, per quel giorno, non lo rivedemmo. Chi vedemmo invece al confine del villaggio dei Morgur fu il Piccolo. Scoprimmo che era stato là tutto il tempo da quando avevamo attraversato il sentiero per entrare nell’ambiente opale. Saltando attorno a noi, ci ha chiesto come stava il piccolo animale che aveva scoperto nella tana. Hai risposto a tutte le domande che il Piccolo Morgur ci stava facendo. “Sta bene. Faceva parte dei Fenkuz, ma gli altri sono morti. E’ stato il Nulla. Ci ha mostrato un’altra parte del mondo parallelo. La parte più preziosa”, Piccolo ascoltava saltellando attorno a noi. Lentamente stavamo arrivando al nostro appartamento, mano nella mano, io con la testa appoggiata sulla tua spalla tenendomi anche con l’altra mano sul tuo braccio. Avevamo visto i Markùts e abbiamo capito che sapevano cosa avevamo visto e il loro comportamento era meno distante. Ora che stavamo imparando qualcosa di più sul nostro Mondo Parallelo, la loro responsabilità verso noi era meno pesante. Il Piccolo Morgur ci accompagnò fino alla porta grigia. Lo accarezzammo e lo assicurammo su Fenkuz: “Non ti preoccupare, sta bene”. Lasciò che entrassimo nel nostro appartamento. Lentamente andammo al centro della grande stanza. Ci mettemmo uno di fronte all’altra. Era da quando eravamo nell’ambiente opale, che ci volevamo baciare. Ci guardammo, lentamente ti sei avvicinato a me e le tue mani hanno sfiorato dolcemente il mio vestito bianco. Il suo fruscio ci faceva impazzire. Ci baciammo, mentre mi hai preso fra le tue braccia e andammo sul divano, Continuando a baciarci.

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