214° capitolo

Dopo questo magico risveglio ci fu un momento di sospensione. Ci guardammo intorno chiedendoci se avessimo distrutto il Nulla, ma soprattutto ci stavamo chiedendo se stessimo davvero bene. Le nostre emozioni erano un po’ confuse. Si, avevamo affrontato le nostre paure, ma avevamo davvero sconfitto la malvagia entità? Questo non lo sapevamo ancora. Ora non ci importava. La cosa più importante era che stavamo bene. Ma anche se ci fossimo fatti del male, stavamo guarendo insieme. Questo non lo sapevamo. Le nostre mani si stavano toccando e toccandoci stavamo guarendo ogni ferita che ci fossimo procurati nella lotta. Era quella una delle ragioni per la quale non volevamo staccare le nostre mani. Io stavo guarendo le tue ferite e tu le mie. Sentivamo questo flusso scorrere nelle nostre vene e solo ora capivamo tutto ciò che era accaduto. Fu un momento di vera fusione tra le nostre anime e stavamo capendo in quell’istante che il nostro flusso era davvero potente. I Morgur erano di fronte a noi e ci fissavano. Ora il nostro unico desiderio era tornare al nostro appartamento a riposare e dovevamo attraversare il Nostro Mondo Parallelo. Ci alzammo e lentamente stavamo ritornando sul sentiero davanti all’entrata del nostro Mondo. Eravamo troppo stanchi per comprendere i Morgur, ma avremmo dovuto fare più attenzione a ciò che stavano provando a dirci. Stavano provando a dire che in qualche modo avevano trasferito tutto l’appartamento in un posto pacifico del nostro Mondo Parallelo. Lo avevano fatto mentre stavamo combattendo contro il Nulla. Avevamo appena attraversato il confine del villaggio dei Morgur quando siamo stati fermati dal più piccolo, il piccolo coraggioso del gruppo. Ci ha accompagnati all’inizio di un solitario percorso e ci ha dato una specie di chiave. Capimmo che avremmo dovuto incamminarci lungo questo sentiero e che avremmo trovato qualcosa di speciale. Trovammo il nostro appartamento nel mezzo di un grande spazio con alberi intorno. Era così bello che rimanemmo senza fiato. Siamo entrati. Non avevano toccato niente. Eravamo nel nostro appartamento e nel nostro Mondo. Eravamo senza parole e … totalmente sfiniti. Guardandoci intorno, siamo saliti e senza sforzo ci siamo addormentati.

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