185° capitolo

Mi stavi ancora abbracciando dolcemente, ed io te lo lasciavo fare. Stavamo fissando il cielo ed era fantastico. Era fatto delle emozioni che provavamo in quegli istanti. Era la prima volta che vedevamo i nostri sentimenti in quel modo. Sembravano danzare attorno a noi. Ogni volta che ci sfioravano, provavamo sensazioni nuove. Eravamo sopraffatti da sentimenti che ne creavano altri. Sentivamo un calore dentro di noi che ci meravigliava. Eravamo ancora storditi da ciò che stavamo vedendo. I Markùts erano sotto un albero e continuavano a guardarci. Si riposavano, mentre noi stavamo riprendendo un po’ la nostra passeggiata, ma rimanevano sempre lì intorno. Ad un certo punto ci sistemammo all’ombra di un albero e ci riposammo anche noi. Mi hai avvolto col tuo abbraccio, come se volessi proteggermi, ma non c’era nessun pericolo. Era il tuo modo di abbracciarmi che io amavo tanto. Dal primo incontro, dalla mia caduta, sei sempre stato protettivo nei miei confronti, anche nel Nostro Mondo Parallelo sei sempre stato così dolce. All’improvviso, come in un sussurro, mi hai fatto una domanda: “Perché questa volta i Markùts sono calmi, dormono quasi?”. Era vero, erano calmi e loro faccette quasi ci sorridevano. Mentre li fissavamo stavo ragionando e all’improvviso ho risposto: “Tu non eri ancora magico. Per te, stare qua, come un essere umano era davvero pericoloso. Ci hanno spinto fuori dal nostro mondo parallelo perché dovevi ancora cambiare – dicendo questo, un senso di colpa mi pervase – E’ stato per la mia curiosità che abbiamo superato quel confine ancora rugginoso e in quegli istanti ho realizzato che avrei potuto perderti”. Il mio cuore si fermò e una piccola lacrima scivolò sul mio viso. Mi hai preso il volto con entrambe le mani e mi hai detto: “Non mi perderai mai. Non è successo e mai accadrà. Ormai non potrà mai più succedere.” Stavo riprendendo a respirare normalmente. Quell’orribile pensiero, per un momento, aveva oscurato tutto quanto, ma la tua dolce voce mi ha fatto rientrare di nuovo nell’atmosfera che avevamo condiviso fino a quel momento, ma sopratutto ha rimesso al primo posto l’amore che avevamo l’una per l’altro.

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