169° capitolo

Io una strega? Era il pensiero che martellava la mia testa e non sapevo cosa dire o fare. Ero avvolta da queste nuove emozioni che lentamente entravano in me. L’unica cosa che mi rassicurava era guardarti. Tu avevi capito cosa mi stava succedendo, lo stavi provando anche tu. Qualcosa di letteralmente nuovo stava entrando in noi nello stesso momento. Sembravi più calmo di me. Io mi stavo guardando intorno e ciò che vedevo era lo stesso appartamento di sempre, eppure sentivo qualcosa che non ero ancora capace di definire con precisione. Ti stavi alzando. Avevo la tua mano nella mia. Sussurrandomi, mi hai detto: “Torno subito. Ti voglio leggere qualcosa”. Così hai preso il quaderno di tua nonna dalla scrivania e sei tornato da me. Lo hai sfogliato finché non hai trovato la pagina. “E’ una sua nota scritta a mano. Prima, quando ti guardavo, mi è tornata in mente. Dice così – Poche persone sono capaci di vedere questo magico fenomeno. Sono coinvolte due pietre magiche. Perth e Thurisaz. Perth e il suo mistero della rigenerazione. Thurisaz con la sua protezione e potere. Nessuno sa come sia possibile, ma se siete testimoni di questo fenomeno, state assistendo alla nascita di una strega…” Stavi per continuare a leggere, ma ti ho fermato, mettendo il mio dito sulle tue labbra. Così, tutto era reale? “Tutte le percezioni che ho avuto da bambina, erano il primo segnale che un giorno sarei diventata una strega, una vera strega bianca. E tutto quello proveniva dalla mia vita passata, ora che ti avevo incontrato di nuovo” ‘Mi stavi guardando e hai sussurrato “E’ esattamente quello che ha scritto mia nonna” Eri così concentrato su di me da non renderti conto che era una cosa che ti ripeteva sempre tua nonna. Sussultasti. “Che c’è Luke?” Mi hai guardato dolcemente e con la tua voce profonda, quasi in un sussurro mi hai detto: “Solo ora mi è chiaro quello che mi ripeteva sempre e non capivo. Mi ripeteva – Quando la incontrerai, sentirai qualcosa che ti avvolgerà. Lei avrà la magia dentro – Avevo totalmente dimenticato le sue parole”. Era inutile dire altro. Rimanemmo senza parole, e rimanemmo così per un bel tempo.

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