163° capitolo

Quando aprimmo gli occhi, rimanemmo senza respiro e senza parole. Eravamo convinti di aver viaggiato a lungo. Le nostre emozioni si erano espanse al massimo. Il bacio che ci siamo dato mentre volavamo percorrendo il sentiero aveva qualcosa di magico, lo avevamo sentito, ma sicuramente non avremmo immaginato che questo sarebbe stato il risultato. Avevamo viaggiato, ma quando riaprimmo gli occhi ci rendemmo conto di non esserci mossi dall’appartamento. Dentro di noi qualcosa era cambiato. Ci chiedemmo: “Cosa”. Mentre ci scambiavamo quel bacio magico, in noi stava crescendo qualcosa. Forse la consapevolezza della nostra connessione, forse stavamo lasciando “l’essere umano” per diventare qualcosa di superiore… ci guardammo intorno ma questo ultimo pensiero fu subito rimosso dalle nostre menti con un semplice sguardo. Hai cominciato a pensare ad alta voce: “Ok, è successo qualcosa… ma cosa?” Ti guardavo cercando una spiegazione, ma anche io ero disorientata e più ci fissavamo più queste nuove emozioni ci avvolgevano Eravamo ancora persi in questo limbo e l’unica cosa che dovevamo fare era guardare davanti a noi, ma non c’era niente. Guardammo intorno oltre a quello che ci circondava. Certo, eravamo ancora nel tuo appartamento, ma ciò che dovevamo vedere non era li, era al di fuori. Non capivamo cosa fosse accaduto. Ci stavamo per arrendere. Dopo una lunga pausa silenziosa mi hai chiesto se avessi voluto mangiare, Un fragore ha interrotto le nostre riflessioni qualcosa fuori dalla grande finestra è esploso e finalmente lo abbiamo visto Il tuo appartamento era diventato il nostro piccolo castello e fuori non c’erano le altre case, i rumori della città erano svaniti e davanti a noi solo una grande distesa fatta di laghi, cascate, boschi e altro. Abbiamo ricordato lo strano viaggio che avevamo fatto alcuni giorni dopo il nostro primo incontro. Lo scenario era lo stesso ma questa volta con una visione più ampia. Allora avevamo visitato solo una minima parte del Nostro Mondo Parallelo, ora ne eravamo proprio dentro. Guardammo il nostro Mondo e ci stringevamo forte.

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