136° capitolo

Mentre stavo sfogliando il quaderno e leggendo qualche nota, mi fissavi, come incantato. Da quando hai avuto memoria quel quaderno è sempre appartenuto a tua nonna. Adesso era nelle mie mani e lo stavo tenendo con la massima cura. Sembrava davvero, che provenisse da un’altra era. Sembrava anche che il temporale ci annunciasse che stavamo entrando in una nuova dimensione, fatta per ora di pietre magiche, sentimenti e di fusione delle nostre anime. Ti sei sistemato accanto a me e insieme abbiamo letto ogni pagina del quaderno. Tra le pagine, ogni tanto, qualche foglietto scritto da te. Su alcuni disegnati questi simboli e altri con una semplice domanda: “Chi sei? Ti incontrerò mai?” Il mio cuore ha avuto un tonfo, quando ho letto queste domande messe così a caso in mezzo al diario, come se non avessero nessuna importanza. La stessa domanda ripetuta su più foglietti, ma posta in modi diversi. Ci guardammo, sospirammo e ci sfiorammo le mani. Ho messo via il diario con la stessa cura di quando lo avevo preso. Sapevamo che quel quaderno, sarebbe stato importante per il nostro cammino comune. Ora il mio desiderio era di vivere quei momenti in sospensione, tuffandomi nei tuoi occhi e aspettando che le nostre labbra si toccassero in quel bacio che aveva aspettato troppo tempo. Quel bacio fu il primo vero bacio, dopo che aver scoperto chi eravamo davvero.
Due anime gemelle per la vita.

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