119° capitolo

Ci svegliammo un poco alla volta. Eravamo ancora abbracciati. La luce del giorno era completamente entrata e stava illuminando la stanza. Non mi volevi lasciare ed io non ho fatto alcuna resistenza. Il tuo abbraccio e il tuo sguardo erano le uniche cose che volevo. Avevamo ancora le pietre in mano. Sospirando, fissammo Sowelu e pensammo di nuovo al suo significato. La tua voce profonda sussurrò: “Troveremo cosa ci vuole dire”. Lo avevi detto guardandomi in tal modo che tutto attorno sembrava scomparire e nei tuoi occhi c’era ancora quel luccichio. Ho annuito. “Non pensiamoci ora” ho aggiunto – “Perché lo capiremo quando accadrà”. Ti guardavo e quello che stavo vedendo era lo stesso sguardo di poche ore prima, quando abbiamo fatto l’amore. Guardavo il tuo desiderio e ti avvicinavi lentamente. Dolcemente mi hai baciato. “Aiutami a non impazzire” hai detto baciandomi ancora. Le tue labbra erano sulle mie. Quello che era successo quella notte avrebbe fatto impazzire chiunque altro. Ma noi non lo eravamo affatto. Ci siamo incontrati per due ragioni, ma una di queste era ancora sconosciuta anche noi. In quegli sguardi, nelle tue labbra, nei tuoi baci e in tutto questo i nostri cuori stavano esplodendo per la prima ragione.
Eravamo destinati a stare insieme.

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