102° capitolo

Ho lasciato andare la mano che mi accarezzava. Nei nostri occhi c’era la consapevolezza che con quel contatto si stava compiendo la magia di quel flusso che ci avrebbe unito sempre di più. Ci guardammo come fossimo incantanti da qualcosa più grande di noi. Tu eri ammaliato da me ed io ero da te. C’era qualcosa attorno a noi che ci meravigliava. Non sapevamo come uscire da questa sorta di magia. Semplicemente, ci fissammo, senza dire una parola. Questo transfer di emozioni è stato talmente potente da lasciarci senza fiato e di sicuro senza parole. Ci guardavamo così. come un lampo un luccichio ha attraversato tuoi occhi e tu hai accennato un timido sorriso. Nel mio cuore era entrata l’ultima briciola del tuo passato e il mio cuore lo ha bruciato. Lo hai sentito, ti sei avvicinato e mi hai sussurrato: “Lo hai fatto”. Ero su una montagna russa e sul mio volto è caduta una lacrima. L’hai asciugata con un dito che hai posato sulla mia bocca. Dolcemente hai avvicinato le tue labbra alle mie e ci siamo baciati. Avevamo bisogno di quel bacio. Quel circolo di emozioni doveva essere chiuso L’abbiamo fatto nel modo più naturale che conoscevamo, mentre ci abbracciavamo stretti, l’un con l’altra.

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