101° capitolo

Ti stavi aprendo completamente ed io lo sentivo. Al bar, in quei momenti di fortissima tensione, quando è entrata la tua ex, ti ho osservato. Non le toglievi gli occhi di dosso. Era come se, nel suo sguardo, cercassi qualcosa che non avresti voluto provare nella tua anima, nel tuo cuore, ma soprattutto nella tua testa. In quegli occhi, c’era qualcosa di molto simile al vuoto, una sensazione che non ho mai provato, che potevo solo immaginare. In quegli occhi c’era il nulla, erano vitrei. Non potevo vedere la sua anima. Era veramente una brutta sensazione. Ti capivo. Rimanemmo pochi istanti in silenzio e nei nostri sguardi esplosero tutti i colori di tutte le sensazioni di quegli istanti. Ci stupimmo per la capacità di percepire anche i più piccoli cambiamenti di espressione sui nostri volti. Vidi il calore di quella vertigine di emozioni riempirti gli occhi insieme al cuore, all’anima: “E’ questo che volevo da sempre e l’ho trovato solo incontrandoti.” hai sussurrato sfiorandomi dolcemente il viso. Non volevo che levassi le mani dal volto così le ho prese. E’ stato uno dei momenti più intesi da quando questa avventura è cominciata. Volevo che non avesse fine. Volevamo che non avesse fine. In quel tocco potevamo sentire tutto ciò che in quei momenti ci scorreva dentro. Brutte sensazioni che andavano via e bellissime emozioni che entravano in noi. La tua mano sul mio volto e tutti i fremiti che stavamo provando, ci stavano proiettando in un altro livello di consapevolezza. Lo stavamo percependo. Non abbiamo saputo quante volte ci siamo persi nei nostri sguardi, ma abbiamo sempre ritrovato la via del ritorno. Bastava un luccichio nei nostri occhi. Era come se fossimo capaci di vedere attraverso gli occhi dell’altro. In quel momento potevamo provare i sentimenti dell’altro. Erano esattamente gli stessi anche se con piccole sfumature diverse. Ti stavi aprendo ogni secondo sempre più. E tu sentivi i miei sentimenti che facevano entrare tutto il calore che proveniva da te. Ci stavamo letteralmente unendo, l’un con l’altra. Più il tempo passava, più ci sentivamo un’unica anima, attraverso i sentimenti, le menti, i cuori ma soprattutto attraverso quei piccoli tocchi delle nostre mani. E’ stato trascendentale.

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