178° capitolo

Ci stavamo guardando, capendo come il mondo parallelo funzionasse. Nella nostre menti avevamo ancora le emozioni provate e le cose viste in quel luogo, ma quello che ci sbalordiva maggiormente erano le sensazioni che quel posto con le sue cose ci aveva lasciato dentro. Ti ho chiesto di porgermi alcuni fogli. Ho preso una matita dal tavolino di fronte e ho cominciato a scrivere. Era la prima volta che lo facevo da quando mi avevi invitato nel tuo appartamento, posto dal quale non mi sarei mossa tranne che in pochissime occasioni. Ho cominciato a scrivere mentre mi fissavi incantato. Mi sono estraniata da te, dall’appartamento, da tutto quello che mi circondava. Stavo per scrivere del nostro mondo parallelo. Stavo per scrivere delle mie emozioni, ma anche delle tue. Mi bastava guardare i tuoi occhi per percepire ogni piccola sensazione immagazzinata nel tuo cuore dal quel viaggio. Sensazioni, emozioni, sentimenti erano gli stessi provati da entrambi. Il più grande era l’amore che ciascuno nutriva per l’altro. Ma dentro questo grande amore, che conteneva tutto il resto, c’era un mix di cose nuove: Il mistero del nostro amore, la grande passione del presente che si mescolava col passato, la paura…e le grandi sensazioni che sentivamo in quei momenti. Mentre stavo scrivendo mi fissavi. Queste grandi sensazioni potevamo sentirle attorno, mentre l’unico rumore nell’appartamento era lo scorrere della mia matita sulla carta e la matita scorreva veloce. Mi guardavi, seduto sul bordo del divano. Io mi ero seduta per terra per scrivere meglio, sul tavolino. Sembravo un rullo compressore. Stavo scrivendo milioni di parole e quando finivo un foglio ne cominciavo subito un altro. Tu li raccoglievi e davi un’occhiata a quello che avevo appena scritto. Potevo sentire i tuoi sospiri. Sospirai anche io. Mi sono girata e ti ho visto mentre stavi leggendo il mio ultimo foglio colmo di parole. Hai appoggiato la schiena sullo schienale, mentre mi mettevo accanto a te. Mi hai guardato e delicatamente hai detto: ” E’ meraviglioso…” mi hai carezzato il volto. Lentamente ci siamo tuffati nei nostri sguardi e ci siamo dati un lungo e dolce bacio.

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